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Lasciatevi guidare...

Domsense vi accompagna nel vostro percorso di integrazione e migrazione verso il software libero ed open source.

I tempi sono maturi

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il software libero era sviluppato prevalentemente all'interno di progetti universitari o amatoriali.

Ormai è una necessità. Un'esigenza inconfondibile in quelle realtà che hanno scoperto di dover gestire progetti troppo complessi ed onerosi.

Il panorama IT mondiale vira piano piano da imperi della rivendita di prodotti da scaffale del supermercato, verso agenzie di consulenza altamente specializzate.

 

Davide e Golia

Come è possibile pensare che una singola azienda, seppur di notevoli dimensioni, possa continuare a gestire internamente lo sviluppo di pacchetti come una suite di office automation o interi sistemi operativi?

Si tratta di progetti complessi, troppo complessi per essere gestiti internamente. Ed i loro vendors se ne accorgono quando la qualità dei vari rilasci inizia a decadere, versione dopo versione oppure quando le scelte di design ed usabilità risultano obsolete addirittura prima dell'uscita in commercio del prodotto.

Il mercato IT evolve ogni giorno più velocemente...impossibile stare al passo.

 

I tasselli critici

IT managers di tutto il mondo, ma anche enti governativi ed NGO, pubblicano ogni giorno i propri casi di successo riguardanti l'integrazione di progetti open all'interno delle loro infrastrutture. Per non parlare di quei casi in cui si è potuto assistere ad una completa migrazione dell'azienda verso il software libero ed open source.

Fatto sta che è ormai realmente fattibile migrare alcuni servizi o l'intero sistema informativo verso il software libero ed opensource.

Il percorso parte con l'individuazione di quei servizi nei quali il software chiave inizia a dimostrare i primi segni di vecchiaia.

 

Come individuare i servizi da migrare

Quando un software è da etichettare come obsoleto?

Un software moderno, non ha nulla a che vedere con social networking, web 2.0 o altri termini che identificano esclusivamente delle tendenze tecnologiche e sociali.

Un software moderno rispetta gli stessi canoni di sempre, ovvero deve essere un software produttivo, ergonomico, stabile e sicuro.

Inutile arricchire un prodotto con funzionalità non inerenti solo perché "sono di moda".

La corsa all'oro, spinge spesso i produttori di software a puntare su un maggior numero di funzionalità e soprattutto a quella funzionalità che il concorrente non ha ancora.

Sia questa una funzionalità vera e propria oppure un semplice addon estetico.

C'è comunque da dire che per valutare attentamente un software (proprietario o libero non fa differenza), affidarsi alla documentazione, al sito internet o alle brochures commerciali, non porta sempre al risultato sperato.

I casi di studio e le testimonianze (super-partes si intente) possono essere già un buon punto di partenza, ma non c'è nulla che possa eguagliare un periodo di prova sul campo.

E per periodo di prova non intendiamo la classica versione trial da 30 giorni.

Da questo punto di vista il software libero ci viene incontro, da un lato garantendoci un suo utilizzo illimitato nel tempo senza costi di licenza, ma soprattutto ci permette di migrare da e verso altri software in caso di problemi dell'ultimo minuto. E questa è una delle sue caratteristiche che apprezziamo di più.

I formati aperti, e al giorno d'oggi se ne parla parecchio, ci consentiranno di poter aprire nel corso degli anni quel determinato documento o quello specifico database.

Dunque, alcuni campanelli d'allarme per indiduare quei "tasselli critici" sono appunto nuove release senza sostanza ma con tanto web 2.0 e soprattutto l'utilizzo di formati obsoleti, poco compatibili e privi di specifiche pubbliche, prerogativa di molti prodotti proprietari.

 

Come individuare il nuovo software ed il fornitore

Ovviamente in questo paragrafo si parlerà esclusivamanente di software libero ed opensource. Per il software proprietario anche se alcuni principi rimangono validi, non ce ne occuperemo.

Da SourceForge a Freshmeat, da BerliOS a Launchpad. I calderoni del software libero ci offrono ormai un catalogo immenso di software.

Su questi portali troviamo di solito dal software libero famoso, di successo e sponsorizzato da decine di grossi nomi, fino al progetto amatoriale sviluppato nel tempo libero.

In questi casi, l'abito non fa il monaco ed il sito web istituzionale ben curato non sempre corrisponde ad un progetto attivo e professionale.

L'attività del progetto solitamente è possibile misurarla dal traffico sulle mailing list e dal numero di partecipazioni in conferenze e summit.

Partecipare per un breve periodo alle mailing lists è di solito un buon modo per farsi una propria idea sul progetto, sempre che si abbiano le competenze necessaria a comprendere ciò di cui si discute.

Un buon consulente dovrebbe fare però questo per voi.

Anzi, un buon consulente è colui che partecipa attivamente al progetto che vi interessa.

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